Artista · Nazionalità: tedesca

Markus Lüpertz

Nascita: 1941

Markus Lüpertz è un pittore, scultore e scrittore noto tanto per il suo umorismo quanto per la sua opera. Nato a Liberec, in Boemia, oggi Repubblica Ceca, emigrò con la famiglia a Rheydt, in Germania, nel 1948. Studiò alla Werkkunstschule di Krefeld, poi lavorò per un anno in una miniera di carbone prima di entrare all’Accademia di Düsseldorf. Dopo un anno di lavori stradali partì per Parigi. Tornato a Berlino nel 1962, creò la sua serie di dipinti ditirambici. Nel 1964 aprì la Galerie Grossgörschen 35 con la mostra Dithyrambic Malerei. Due anni dopo pubblicò il suo manifesto ditirambico, Art That Gets in the Way. Si stabilì a Firenze nel 1970 e ricevette il premio dell’Associazione dei critici tedeschi nel 1971.

Noto principalmente per la sua arte visiva, Lüpertz pubblicò anche una raccolta di poesie nel 1981 e diresse una rivista a partire dal 2003. Lavorò per il teatro, realizzando le scenografie delle opere Vincent nel 1982, Werther nel 1983 e The Storm nel 1991. Creò inoltre una delle dodici vetrate della chiesa di Sant’Andrea a Colonia. Nel 1986 divenne professore all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Lovis Corinth della Gilda degli Artisti.

La sua opera pittorica combina diverse forme di astrazione; le sue sculture rappresentano soprattutto teste e volti, oltre ad alcune piccole figure intere. Anche il suo umorismo e il disprezzo per le convenzioni hanno contribuito alla sua reputazione. Si racconta che una volta abbia firmato il modulo di candidatura di uno studente semplicemente perché trovò divertente che questi lo avesse infilato tra i libri da autografare. Avrebbe inoltre fatto realizzare anelli d’argento per diversi professori e un solo anello d’oro per sé, forse in riferimento agli anelli de Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien (1882–1973); gli anelli potevano anche essere usati per stappare bottiglie di birra. Lüpertz vive e lavora a Düsseldorf e Karlsruhe, in Germania.

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