Artista · Nazionalità: francese
Philippe Hiquily
1925–2013
Diplomatosi all’École nationale supérieure des beaux-arts nel 1953, Philippe Hiquily si allontanò rapidamente dalla scultura accademica per sviluppare, sotto l’influenza di Julio González, la sua tecnica del «metallo diretto». Per oltre mezzo secolo esplorò ferro, ottone, bronzo e acciaio in tutte le loro forme, elaborando un linguaggio scultoreo singolare attorno ai suoi temi prediletti: la donna, l’equilibrio e il movimento.
Come Alexander Calder, che ammirava, Hiquily è noto anche per le sue sculture monumentali installate negli spazi pubblici in Francia e all’estero fin dagli anni Sessanta. Tra queste figurano le sue Girouettes, progettate in particolare per opere alte dodici metri a Marbella, in Spagna, e a Shanghai, in Cina, nonché la sua Marathonienne di sei metri, installata a Vitry-sur-Seine nel 1981.
Hiquily creò un’immagine protettiva della donna, al tempo stesso duplice, enigmatica e universale. Per un periodo sperimentò anche sculture mobili motorizzate.
Questa ricerca conferisce coerenza a un’opera emblematica che lo colloca tra i grandi creatori della seconda metà del XX secolo.
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