Artista · Nazionalità: francese
Georges Mathieu
1921–2012
Georges Mathieu è associato al tachisme, una forma di pittura praticata a Parigi dopo la Seconda guerra mondiale e per tutti gli anni Cinquanta. Come l’espressionismo astratto americano, il tachisme attribuisce un ruolo centrale all’emozione, all’intuizione e alla spontaneità, oltre che al gesto e alla dimensione performativa dell’atto pittorico.
Nato a Boulogne-sur-Mer, Mathieu studiò filosofia e letteratura prima di dedicarsi alla pittura.
Dopo una fase iniziale dedicata a paesaggi e ritratti realistici, nel 1944 iniziò a sperimentare forme più astratte ed espressive nelle sue «astrazioni liriche».
Il suo lavoro tachiste si inseriva nel più ampio movimento dell’art informel francese del dopoguerra, ispirato dall’approccio istintivo e personale dell’espressionismo astratto e dell’action painting americani. Alla fine degli anni Quaranta Mathieu cercò persino di far conoscere Jackson Pollock in Europa organizzando mostre che riunivano espressionismo astratto e art informel.
A metà degli anni Cinquanta iniziò a dipingere davanti a migliaia di spettatori in eventi teatrali che richiamavano sia l’action painting sia l’happening. Davanti a quasi 2.000 persone realizzò una composizione di quattro metri per dodici utilizzando almeno 800 tubetti di colore.
Nel 1963, una grande retrospettiva al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris consacrò ufficialmente la sua opera.
Il 7 maggio 1975 Georges Mathieu fu eletto all’Académie des beaux-arts, al seggio di Alfred Giess.
Morì il 10 giugno 2012 a Boulogne-Billancourt.
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