Artista · Nazionalità: rumena

Victor Brauner

1903–1966

Victor Brauner nacque a Piatra Neamț, in Romania. Suo padre si interessava allo spiritismo e lo mandò in una scuola evangelica a Brăila dal 1916 al 1918. Nel 1921 frequentò brevemente la Scuola di Belle Arti di Bucarest, dove dipingeva paesaggi influenzati da Cézanne. Espose dipinti espressionisti nella sua prima mostra personale, alla Galleria Mozart di Bucarest, nel 1924. Brauner fu uno dei fondatori della rivista dadaista 75 HP. Si recò a Parigi nel 1925, ma tornò a Bucarest l’anno seguente e nel 1929 collaborò con la rivista dadaista e surrealista UNU.

Stabilitosi a Parigi nel 1930, Brauner strinse amicizia con il connazionale Constantin Brancusi. In seguito conobbe Yves Tanguy, che intorno al 1933 lo introdusse nell’ambiente surrealista. André Breton scrisse una prefazione entusiastica al catalogo della sua prima mostra personale parigina, alla Galerie Pierre nel 1934. La mostra fu tuttavia accolta male; Brauner tornò a Bucarest nel 1935 e vi rimase fino al 1938. Quell’anno rientrò a Parigi, visse brevemente con Tanguy e dipinse diverse opere raffiguranti figure umane deformate con occhi mutilati. Queste immagini, che aveva iniziato a dipingere già nel 1931, si rivelarono tragicamente premonitrici quando egli stesso perse un occhio durante un alterco nel 1938. All’inizio della Seconda guerra mondiale fuggì nel sud della Francia, mantenendo i contatti con i surrealisti a Marsiglia. In seguito si rifugiò in Svizzera; non disponendo di materiali adeguati, improvvisò una pittura a encausto con cera di candela e sviluppò una tecnica di graffito.

Brauner tornò a Parigi nel 1945. Partecipò all’Exposition internationale du surréalisme alla Galerie Maeght nel 1947. La sua pittura del dopoguerra integra forme e simboli tratti dai tarocchi, dai geroglifici egizi e dagli antichi codici messicani. Negli anni Cinquanta viaggiò in Normandia e in Italia; le sue opere furono presentate alla Biennale di Venezia nel 1954 e nel 1966. Morì a Parigi il 12 marzo 1966.

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