Artista · Nazionalità: ungherese
Simon Hantaï
1922–2008
Simon Hantaï studiò all’Accademia di Belle Arti di Budapest. Nel 1948 una borsa di studio governativa gli permise di recarsi a Parigi, dove finì per stabilirsi. Divenne cittadino francese nel 1966 e rappresentò il suo paese d’adozione alla Biennale di Venezia del 1982. In seguito si ritirò dalla vita pubblica e visse lontano dai riflettori fino alla morte, avvenuta nella sua casa di Parigi nel 2008.
Hantaï è noto soprattutto per le sue grandi tele astratte dai colori profondi e saturi. Inizialmente vicino ai surrealisti parigini, ruppe con loro nel 1955 e abbandonò la figurazione. Negli anni Sessanta, influenzato dall’astrazione gestuale di Jackson Pollock, mise a punto il suo metodo caratteristico: piegare la tela, ricoprirla di pittura e poi dispiegarla per rivelare un particolare motivo in cui si alternano colore e zone non dipinte. Chiamò questa tecnica «pliage». Nel corso della carriera creò otto serie di dipinti con questo procedimento, variando la manipolazione e le dimensioni del supporto, nonché i colori e la loro applicazione. Il risultato assumeva talvolta la forma di una rete di pieghe nette di tela vergine che attraversavano la composizione; altrove, una massa monocroma appariva al centro di una tela non preparata.
Le sue opere fanno parte delle collezioni permanenti del Musée national d’art moderne al Centre Pompidou di Parigi, del Metropolitan Museum of Art, del Solomon R. Guggenheim Museum e del Museum of Modern Art di New York, del Museum of Fine Arts di Houston, dell’Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, del Ludwig Museum of Contemporary Art di Budapest, dell’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden e della National Gallery of Art di Washington.
Collection
Works in the Collection